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Ancora Formazione
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Progetti

Separatore PROGETTO DIGNITA’

Il progetto si pone come obiettivo di far fronte per quanto possibile alle condizioni di estrema indigenza di migliaia di detenuti attraverso una capillare distribuzione di vestiario usato, di articoli igienici e di biancheria intima nuova.

Ad oggi tale progetto, divenuto parte integrante dei Servizi Socio Sanitari del Carcere di San Vittore, è parte del più ampio “PROGETTO VESTIARIO” coordinato direttamente dall’ Amministrazione Penitenziaria.

L’organizzazione del progetto viene gestita all’esterno del carcere da un gruppo di volontari che recuperano gli indumenti usati, curano le forniture degli articoli acquistati nuovi e gestiscono il magazzino all’interno del quale tutti i capi sono selezionati, stoccati e riassettati. Finanziato dalla Fondazione Cariplo.

PROGETTO FAMIGLIA E POPOLO

I volontari dell’Associazione sostengono, su necessità e richiesta, i familiari dei detenuti intervenendo in situazioni di solitudine, di disperazione e di gravi difficoltà materiali anche attraverso l’erogazione di piccoli sussidi economici e con la regolare fornitura di pacchi alimentari.

PROGETTO FUORI LE MURA

Nasce come tentativo di sostenere i familiari ed in particolare i figli dei detenuti nel dramma che vivono fuori dal carcere costituito dalla pena che anche loro sono costretti a scontare senza aver commesso alcun reato.

Interesse del progetto è una totale presa in carico dei figli dei detenuti supportandoli nei diversi aspetti della vita quotidiana: sociali, favorendo l’integrazione sul territorio, educativi, sostenendo percorsi di studio e ancora, lavorativi, economici e culturali.

BANCO DI SOLIDARIETA’

L’aumento della povertà e la conseguente difficoltà a soddisfare anche i bisogni primari, ci hanno portato nel corso del 2010 a divenire vero e proprio Banco di Solidarietà per le famiglie di detenuti e per gli ex detenuti.

Grazie ad una convenzione stipulata con il Banco Alimentare della Lombardia siamo beneficiari direttamente di generi alimentari che vengono periodicamente consegnati alle persone bisognose da un gruppo di volontari.

PROGETTO ESISTERE

I volontari più esperti dell’ Associazione offrono un servizio di consulenza su problematiche inerenti al carcere: come ottenere colloqui, come predisporre e recapitare pacchi ai detenuti, come dotarsi di assistenza legale, a quali condizioni si possono ottenere permessi e misure alternative secondo le leggi e le regole dell’Ordinamento Penitenziario. Questo servizio è particolarmente utile e richiesto dalle famiglie nei casi di prima detenzione di un loro congiunto.

Il progetto è offerto inoltre ai detenuti in uscita per affrontare problemi di ordine burocratico, come il rinnovo di documenti di identità e per orientarli rispetto ai servizi pubblici.

Ulteriore impegno sostenuto dall’ Associazione e personalmente dai volontari è quello di provvedere al mantenimento economico di alcuni soggetti estremamente indigenti ed in condizioni di emarginazione . Ciò avviene attraverso l’erogazione regolare di sussidi economici, di vestiario, articoli igienici e generi alimentari.

Parallelamente vengono sostenuti moralmente e psicologicamente tramite numerosi colloqui e stimolati alla ricerca di un’occupazione e all’utilizzo dei servizi offerti dagli Enti Pubblici oppure, in casi di estrema gravità, sono instradati verso strutture protette contattate direttamente dell’Associazione.

PROGETTO DIMORA

L’ Associazione considera determinante la compagnia ai detenuti in uscita o in permessi premio, viene perciò offerta loro una trama di rapporti capace di sostenerli nel rientro nella società.

Contiamo su numerose comunità operanti sul territorio, associazioni, movimenti, gruppi di quartiere o parrocchiali con forti motivazioni ideali.

Piccoli gruppi di famiglie legate all’ Associazione hanno offerto ospitalità nelle proprie case a detenuti in permesso o a fine pena e alle famiglie che vengono da lontano per visitare i loro congiunti ristretti.

Attualmente l’ Associazione gestisce 6 appartamenti affittati appositamente per la prosecuzione del progetto con detenuti che abbiano seguito un preciso percorso, per diversi anni, in carcere.

PROGETTO “ RECUPERARSI RECUPERANDO”

Si tratta della raccolta differenziata delle lattine del gas utilizzate quotidianamente dai detenuti e della loro cessione come rottami di ferro. I detenuti si sono offerti per la raccolta delle lattine e hanno chiesto all’ Associazione di provvedere al loro ritiro e alla cessione, con l’autorizzazione della Direzione carceraria, con il benestare di AMSA SpA e con il sostegno di alcuni assessorati del Comune di Milano.

Gli stessi detenuti coinvolti nel progetto hanno richiesto che il ricavato della cessione delle lattine venga devoluto a favore di detenuti ed ex detenuti indigenti.

Ancora Progetti

Formazione

Separatore L’ Associazione garantisce a tutti i propri volontari, ai soci e ai simpatizzanti un auto- aggiornamento permanente e obbligatorio, con incontri periodici a cadenza mensile. In particolare, le riunioni di auto-aggiornamento offrono:
  • Insegnamento costante del metodo con cui incontrare le persone in carcere e vivere con loro un percorso amicale e di crescita comune. Addestramento ad affrontare gradualmente tutti i problemi legati alla condizione di detenzione
  • Informativa riguardante le Leggi, i Decreti, i Protocolli di Intesa nazionali e regionali che vengonoemessi, nonché l’ Ordinamento Penitenziario e i regolamenti interni degli Istituti di Pena
  • Esame, individuazione dei problemi e confronto sulle possibili soluzioni dei casi più complessi di detenuti e/o ex detenuti che ciascun volontario segue.
  • Decisioni ed impostazioni riguardo alle molteplici attività da svolgere
  • Confronto, dibattito e assunzione di orientamenti comuni in merito ai problemi di ordine generale, legislativi,socio politici, attinenti al mondo della detenzione con decisioni circa eventuali interventi pubblici, sui mass media e a pubblicazioni.
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Cercare in Carcere

Separatore

Il lavoro rappresenta una grande urgenza, aggravata spesso da pregiudizi e timori, mentre per un detenuto o ex detenuto è la concreta possibilità per non tornare a delinquere, con un forte impatto educativo e risocializzante. I nostri volontari sensibilizzano imprenditori e aziende, e accompagnano i detenuti durante il percorso lavorativo.

Con il "Progetto Cercare in Carcere" un imprenditore può assumere un detenuto o ex detenuto rivolgendosi a Incontro e Presenza che condivide la responsabilità di tale impegno lavorativo e offre una garanzia all'azienda stessa. Infatti l'Associazione è in grado di selezionare persone con le caratteristiche richieste, ma che abbiano già affrontato un percorso di consapevolezza sul significato del lavoro, condiviso attraverso la compagnia offerta dai volontari. Le tipologie di lavoro possono essere divise sostanzialmente in :

  • Lavoro interno al carcere: costituzione di realtà lavorative all'interno delle carceri
  • Lavoro esterno al carcere: il lavoro extra murario si divide sostanzialmente in due tipologie, la prima è la costituzione di realtà composte prevalentemente da detenuti ed ex detenuti (le forme più diffuse sono le cooperative) esterne al carcere, il secondo consiste nell' inserimento di lavoratori detenuti ed ex detenuti in aziende "normali"
    • Tra le forme elencate, la nostra associazione promuove con maggior insistenza l'inserimento dei lavoratori detenuti ed ex detenuti in aziende "normali", perché le ritiene le forme più adeguate ed educative per un reintegro sociale effettivo tra persone di pari dignità. Per offrire lavoro ad un detenuto le imprese pubbliche o private e le cooperative devono stipulare una apposita convenzione con l'Amministrazione Penitenziaria dell'Istituto e/o con la Direzione dell'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE). Nel caso di assunzione di detenuto ad un impiego esterno è necessaria una richiesta nominativa di assunzione che va rivolta alla Direzione del Carcere.

      Agevolazioni:

      IL LAVORO INTERNO

      Come stabilito dalla Legge 193/2000, cosiddetta "Smuraglia" e dai successivi decreti attuativi, le imprese pubbliche o private e le cooperative che intendono avviare un'attività all'interno di un Istituto di Pena sono garantite dalla stipula di un'apposita convenzione con l'Amministrazione Penitenziaria. La convenzione regola l'utilizzo in comodato gratuito dei locali e delle attrezzature eventualmente già esistenti nell'Istituto e le modalità di addebito all'impresa delle spese sostenute dal carcere per lo svolgimento delle attività produttive. Stabilisce, inoltre, i diritti e i doveri delle parti, le modalità di avviamento al lavoro, le norme rispetto alla manutenzione ordinaria e straordinaria dei locali, il trattamento retributivo dei detenuti, la responsabilità civile, il contratto di assicurazione, la facoltà di accesso ai locali e di ispezione per il personale dell'Istituto, la durata e la risoluzione della convenzione stessa (Regolamento d'Esecuzione D.P.R. 230/00, art. 47). L'impresa si impegna naturalmente a rispettare le normative previste dalla Contrattazione Collettiva Nazionale. L'impresa interessata può rivolgersi all'associazione che, selezionati i detenuti adatti alla tipologia di lavoro da svolgere, sottopone i nominativi prescelti alla direzione dell'istituto. Successivamente verranno proposti all'azienda per un eventuale colloquio. Una volta selezionati i detenuti idonei l'azienda stipula con gli stessi contratti di lavoro subordinato.

      I vantaggi per l'impresa:

      Minori costi fissi Vengono concessi all'azienda, in comodato d'uso gratuito, l'utilizzo degli spazi dell'istituto necessari per l'attività lavorativa (laboratori, fabbricati esistenti, attrezzature)

      A. Riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali

      Riduzione dell'80% per le cooperative sociali, per le aziende pubbliche e private relativamente alla retribuzione corrisposta ai detenuti e agli internati che siano assunti a tempo determinato purchè superiore a 30 giorni o a tempo indeterminato, per l'espletamento di attività produttive o di servizi all'interno degli Istituti penitenziari, sia per quanto riguarda la quota a carico dei datori di lavoro, sia per quanto riguarda la quota a carico dei lavoratori. Le agevolazioni proseguono per ulteriori 6 mesi successivi alla fine della detenzione.

      B. Sgravi fiscali

      Per ogni lavoratore assunto per un periodo superiore ai 30 giorni è previsto un credito d'imposta di 516,46 euro mensili, proporzionalmente ridotto in base alle ore prestate (Legge 193 del 22/6/2000; Decreto Interministeriale 87 del 25/2/2002). Il credito d'imposta spetta anche per i 6 mesi successivi alla scarcerazione se l'assunzione persiste anche in tale periodo. Per i lavoratori assunti a tempo parziale il credito d'imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate. Il credito d'imposta di 516,46 euro mensili vale anche per le attività formative di detenuti a condizione che siano successivamente assunti; non concorre alla formazione della base imponibile sui redditi e dell'Irap e non assume rilievo ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi e delle spese generali. Le agevolazioni proseguono per ulteriori 6 mesi successivi alla fine della detenzione.

      C. Beneficio economico

      Il trattamento retributivo spettante può essere ridotto nella misura massima dei 2/3 di quanto previsto dai contratti collettivi di lavoro

      D. Borsa lavoro

      Gli Enti Pubblici erogano, su apposita convenzione, le "borse di lavoro", cioè somme corrisposte a favore di detenuti ed ex detenuti a titolo di sussidio anche giornaliero, ai fini del loro reinserimento nel mondo del lavoro esterno e rientrano tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e, come tali, sono da assoggettare a ritenuta a titolo d'acconto. Le somme erogate a titolo di borse di lavoro possono essere collegate solo ad attività di studio e di addestramento professionale.

      IL LAVORO ESTERNO

      Il lavoro all'esterno consiste nella possibilità per il detenuto di prestare attività lavorativa fuori dell'Istituto di detenzione, a favore di imprese pubbliche o private. L'attività lavorativa deve svolgersi in condizioni tali da garantire l'effettiva attuazione degli scopi rieducativi previsti dalle norme. Come nel caso del lavoro intra murario, l'impresa deve rispettare le normative previste dalla Contrattazione Collettiva Nazionale. La richiesta nominativa di assunzione va rivolta alla Direzione del carcere e deve contenere i dati utili alla formulazione del programma: luogo di lavoro, orario previsto ed eventuali prestazioni di lavoro straordinario, qualifica e mansione da svolgere. Il provvedimento è sottoposto ad approvazione del Magistrato di Sorveglianza. Per l'avvio del lavoro extra murario è egualmente prevista la stipula preventiva di una convenzione con la Direzione dell'Istituto e/o con la Direzione dell'Ufficio di Esecuzione Penale Esterna (UEPE).

      I vantaggi per l'impresa :

      A. Benefici contributivi

      Come per tutti i disoccupati, anche per i detenuti disoccupati da oltre 24 mesi vale la riduzione dei contributi previdenziali e assistenziali: del 50% per le imprese e del 100% per gli artigiani. L'agevolazione è prevista per 36 mesi in caso di assunzione a tempo indeterminato (L. 407/90, art. 8 comma 9) e permane ovviamente anche in caso del "fine pena" della persona. Oltre ai benefici contributivi previsti dalla Legge 407/90 sono state introdotte agevolazioni dalla Legge 193/2000, cosiddetta "Smuraglia", e dai successivi decreti attuativi: riduzione del 100% per le cooperative sociali (ex art. 4 L. 381/1991), che impieghino persone ammesse alle misure alternative; riduzione dell'80% per le cooperative sociali (ex art. 4 L. 381/1991) che impieghino detenuti ammessi al lavoro all'esterno ai sensi dell'art. 21 O.P., sia per quanto riguarda la quota a carico dei datori di lavoro, sia per quanto riguarda la quota a carico dei lavoratori. Le agevolazioni continuano per ulteriori 6 mesi dalla cessazione dello stato di detenzione. Per la concessione del beneficio occorre procedere all'assunzione dei lavoratori e presentare all'INPS copia della convenzione stipulata con l'Amministrazione penitenziaria.

      B. Benefici fiscali

      Per tutte le imprese (cooperative sociali e imprese pubbliche e private) è previsto un credito mensile d'imposta pari a 516,46 euro per ogni lavoratore assunto in misura proporzionale alle giornate di lavoro prestate. Per i lavoratori assunti a tempo parziale il credito d'imposta spetta in misura proporzionale alle ore prestate. Le agevolazioni proseguono per ulteriori 6 mesi successivi alla fine della detenzione. Per gli incentivi di natura fiscale è sufficiente indicare il credito nell'apposito quadro del modello UNICO.

      C. Borsa lavoro

      Gli Enti Pubblici erogano, su apposita convenzione, le "borse di lavoro", cioè somme corrisposte a favore di detenuti ed ex detenuti a titolo di sussidio anche giornaliero, ai fini del loro reinserimento nel mondo del lavoro esterno e rientrano tra i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e, come tali, sono da assoggettare a ritenuta a titolo d'acconto. Le somme erogate a titolo di borse di lavoro possono essere collegate solo ad attività di studio e di addestramento professionale.

      Nel percorso di reinserimento lavorativo i detenuti ed ex detenuti sono sostenuti, come già detto, dai volontari dell'associazione Incontro e Presenza, moralmente e materialmente. Ogni persona reclusa a cui viene offerta una possibilità lavorativa, oltre che dai volontari dell'associazione, è seguito da uno staff di operatori interni e/o esterni all'Istituto ed è pertanto supportato nel processo di re-ingresso lavorativo da assistenti sociali ed educatori. Ogni detenuto deve attenersi alle prescrizioni elencate nel provvedimento di ammissione al lavoro e che concernono i comportamenti e le limitazioni che devono essere osservate durante il tempo da trascorrere fuori dall'Istituto, nonché quelle relative agli orari di uscita e di rientro. Le violazioni del programma, compiute in autonomia dal detenuto, non comportano conseguenze per il datore di lavoro.

      Riferimenti:

      LEGGE 22 giugno 2000 n. 193/ Legge 8 novembre 1991, n° 381 INPS circolare 10 novembre 2005, n.115
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