Il Giubileo dei detetenuti 2025
Il Giubileo dei detenuti è stato un momento liturgico e simbolico dedicato alle persone recluse nelle carceri, alle loro famiglie e a chi lavora nel mondo penitenziario. È stato l’ultimo grande evento dell’Anno Santo 2025, con una Santa Messa celebrata da Papa Leone XIV nella Basilica di san Pietro alla presenza di migliaia di partecipanti — detenuti, operatori, agenti e delegazioni da una novantina di Paesi.
1. Misericordia, dignità e speranza:
Il Giubileo è fondamentalmente un tempo di misericordia e perdono. Anche per chi è carcerato — persone spesso dimenticate dalla società — la Chiesa ha voluto sottolineare che nessuno va perduto e che per tutti c’è possibilità di riscatto e futuro. Questo è stato il cuore del messaggio di Papa Leone XIV nella sua omelia: la giustizia non si esaurisce nella punizione, ma è un processo di riparazione e riconciliazione.
2. Richiami alla realtà concreta delle carceri:
Il Papa non ha evitato di parlare delle criticità del sistema penitenziario — come il sovraffollamento, l’assenza di programmi di formazione e reinserimento sociale — ma le ha presentate nella prospettiva di una chiamata alla responsabilità collettiva e alla speranza.
3. Apertura al futuro e possibilità di “nuovi inizi”:
Nel pensiero giubilare c’è un richiamo biblico: il Giubileo originario prevedeva la liberazione degli schiavi e la cancellazione dei debiti. Per questo motivo, sia Francesco che Leone XIV hanno auspicato che in alcuni Paesi possano essere concesse forme di amnistie, indulti o opportunità concrete di reinserimento.
Incontro e Presenza si è recata in pellegrinaggio a Roma con un centinaio tra volontari ed amici in detenzione. Il 13 si è svolta una assemblea con Padre Lepori, Abate dell'Ordine cistercense e da anni impegnato nell'incontro con la detenzione e poi l'associazione ha partecipato alla Messa della domenica in San Pietro.






